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	<title>polimathia.com &#187; uomo</title>
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	<description>lo smoking di Frank Samsara</description>
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		<title>commesso cula</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 20:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orexis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[animo umano]]></category>
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		<description><![CDATA[Ha la piega dei pantaloni perfetta. Segaligno, ha la bocca emersa dallo scontro delle placche della sua vita terrestre, il cui calore, alimentato da violente liti, da pose gay, dall’amore della madre, da pianti cocenti, dall’età non più giovane: il cui calore spento l’ha fissata.
 Una bocca sbalzata dai pompini e serrata dalla solitudine, immobile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha la piega dei pantaloni perfetta. Segaligno, ha la bocca emersa dallo scontro delle placche della sua vita terrestre, il cui calore, alimentato da violente liti, da pose gay, dall’amore della madre, da pianti cocenti, dall’età non più giovane: il cui calore spento l’ha fissata.<br />
 Una bocca sbalzata dai pompini e serrata dalla solitudine, immobile contro i mobili occhi neri, e la pelle dura, scura. Occhi che sanno serbare per la memoria le pieghe del prepuzio. Bocca che sa serbare per la memoria la pelle che si dipana e si fa piana. Gli occhi sono chiusi per la pelle che li chiude. Gli occhi non vedono più per il tatto che li chiude. Pelle che ingoiata chiude gli occhi. Apre la bocca, udito, dita. Se ne sta ritto nel suo negozio di gioielli del centro città.</p>
<p>La vetrina e la porta occupano il lato corto del rettangolo del negozio, un rettangolo stretto e lungo.<br />
 Io lo vedo la mattina. Il mio passo impiega pochi secondi a percorrere la corta vetrina, e pure lui impercettibilmente guarda fuori chi lo guarda.<br />
 Il suo completo nero che lo rende così visibile nel suo negozio bianco è un fatto interiore.<br />
 La sua eleganza è una vittoria. E la sua eleganza è una resa.<br />
 Ha costruito se stesso nella lotta per la sua diversità, si è preso cura di sé, ha voluto fare di sé la cosa che amava, e l’esito della lotta è questa sua visibilità tutta interiore.<br />
 Come i suoi gioielli si mostra senza fare sforzo.<br />
 Come i suoi gioielli mostra essenzialmente la sua struttura interna.<br />
 Perciò si stupisce ancora del mondo che lo guarda di passaggio, che lo rende un oggetto sconosciuto.</p>
<p>Nel negozio non ci sono che le teche di gioielli sopra tre bianchi parallelepipedi, più un quarto su cui poggia il registratore di cassa. Non una sedia.<br />
 Lui stesso, così alto, si deve talvolta piegare sul registratore piegando un poco le ginocchia e avanzando col busto, in una coreografica scomodità senza scampo.<br />
 In altre occasioni l’ho visto ritto in piedi sulla porta a guardare fuori.<br />
 Ho contato altre tre figure che conosce, con le quali sa accordarsi con la fermezza splendente dei suoi gioielli. Ho pensato che la scomodità era solo nei miei occhi.<br />
 Queste cinque pose complessive sono l’ultimo movimento che io conosca con il quale ha saputo affermare il raggiungimento della pace con se stesso. Ora sta imparando a sparire.<br />
 Ha amato a lungo colui che è diventato.<br />
 Poi ha capito, in realtà, di aver sempre amato solo la lotta che lo ha spinto a diventare se stesso.<br />
 La lotta è la promessa di un volto ma non ha mai un volto, per quanto la lotta sia la cosa che più si sa riconoscere e la più bella a vedersi. Così amata dall’uomo gli è la cosa più lontana.<br />
Lontana dai campi di battaglia, la lotta rimane disumana anche nella quiete di una gioielleria.</p>
<p>Ieri l’altro, durante il mio solito percorso in centro, mi sono fermato dinnanzi al negozio.<br />
 Sembrava aperto ma all’interno non c’era nessuno.<br />
 In vetrina ho scorto un nuovo gioiellino. Un pendaglio di alabastro, a forma di S gotica, con un diamante su di un vertice.<br />
 È tanto delizioso da sembrare addormentato sopra il piccolo cuscino bianco, esposto allo sguardo di tutti, e così lontano dal desiderare di essere guardato.</p>
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		<title>marlboro quality line</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 19:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orexis</dc:creator>
				<category><![CDATA[senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[marlboro]]></category>
		<category><![CDATA[marlboro e campari]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi mai chiama questo numero? Cosa spinge un individuo a chiamare?
 Ipotesi:

ho un tumore, adesso cosa fate?
Spedite sigarette a casa tipo pizza express? Solo stecche o anche pacchetti singoli?
Perché ci sta tutta stammerda nelle sigarette? Non le potete fare che non fanno male?
Quand’è che viene meglio una marlboro? Dopo il caffé, la birra, l’amore o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-44" style="margin:0 10px 10px 0" title="marlboro" src="http://polimathia.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/marlboro.jpg" alt="" width="280" height="210" />Chi mai chiama questo numero? Cosa spinge un individuo a chiamare?<br />
 Ipotesi:</p>
<ul>
<li>ho un tumore, adesso cosa fate?</li>
<li>Spedite sigarette a casa tipo pizza express? Solo stecche o anche pacchetti singoli?</li>
<li>Perché ci sta tutta stammerda nelle sigarette? Non le potete fare che non fanno male?</li>
<li>Quand’è che viene meglio una marlboro? Dopo il caffé, la birra, l’amore o il vino?</li>
<li>Fumo sessanta marlboro al giorno, faccio bene?</li>
<li>Credo che tra poco smetto, fumo da vent’anni, mi mandare a casa un gagget?</li>
<li>Qual è il metodo migliore per aprire un pacchetto morbido? [strappare una sola delle pieghe a lato della fascetta del monopolio di Stato, e richiudere l’altra, nda]</li>
</ul>
<p>E la domanda basilare.</p>
<ul>
<li>che differenza c’è tra le sigarette del pacchetto morbido e quello duro?</li>
</ul>
<p>Chi dice nessuna è un essere inferiore cui conseguentemente è toccata una grave flessione del senso del gusto. (Chi comunque dice che in tasca si ciancicano evidentemente non è arrivato a capire che basta metterle trasversali alla tasca.)<br />
 Quelle del pacchetto duro sono più secche e forti. Quelle del pacchetto morbido sono più dolci. l&#8217;ho anche chiesto a due tizi diversi del call center marlboro, entrambi ufficiosamente hanno confermato.</p>
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		<title>La vita ulteriore di Ivonne Garbujo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 16:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orexis</dc:creator>
				<category><![CDATA[senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[antipessimismo]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Ivonne Garbujo SpA è una storica azienda di restauro di ville e palazzi antichi. Quantomeno nacque come tale.
L’omonima fondatrice, attiva negli anni 20 dello scorso secolo, dedicò gli ultimi 30 anni di vedovanza della sua vita all’ospitare ed educare giovani sole e sbandate, garantendo loro una vita dignitosa e l’insegnamento della lavorazione delle malte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Ivonne Garbujo SpA è una storica azienda di restauro di ville e palazzi antichi. Quantomeno nacque come tale.<br />
L’omonima fondatrice, attiva negli anni 20 dello scorso secolo, dedicò gli ultimi 30 anni di vedovanza della sua vita all’ospitare ed educare giovani sole e sbandate, garantendo loro una vita dignitosa e l’insegnamento della lavorazione delle malte e delle preparazioni edili, mescolate a piccole percentuali di opale, sali di zolfo, percentuali minute di turchesi e clinoclasii. Amava spiare le giovani adoprarsi sull’iniziare del crepuscolo nella polverizzazione de’ minerali vicino alle betoniere da salotto.<br />
Sognava per esse una placida e quasi immota felicità, simile al pulviscolo che in lamine lavorava insieme alle polveri minerali per preparare un poco di buio alla sera. Vecchia colle ossa cave, dava seguito nei suoi diari al suo sottrarsi all’azione. Nella lentezza dei gesti delle ragazze trasferiva se stessa, ormai vicina allo scomparire.</p>
<p>Gli attuali azionisti fanno riferimento esattamente a questo trapassare della Garbujo, quando, dopo quasi cento anni, cercano giustificazioni per il nuovo dibattuto prodotto della Ivonne Garbujo SpA: la criogenesi intellettiva.</p>
<p>Ivonne, ormai sull’orlo della morte, vide chiaramente che i nuovi ricchi, rapidamente beatisi della bellezza degli stucchi e degli intonaci dai preziosi riflessi realizzati dalla sua azienda, restavano mortificati negli ampi spazi vuoti delle ville comprate come oggetti, e angosciosamente muti di fronte a li immani silenzii che il proprio status garantiva tutto intorno.<br />
Non restava ad Ivonne che entrare nelle case, produrre pelli artificiali pei divani lisci come pelli bionde di donna e duri come locuste, cucine con pezzi di acciaio e caminetti a trompe l&#8217;oeil, scale di marmi siliconici; portò a poco a poco il bizzarro nella vita come sanno fare le donne: e non invano.</p>
<p>E lavatrici ginniche, diete a smagrimento logaritmico, nuove attrezzature sintattiche pei social climber, quindi, prossima a lanciare sul mercato la propria religione esploitando il Buddismo col biofeedback di Scientology… morì.</p>
<p>Quando si crea un movimento a partire da un padre fondatore, l’amplificazione rende chiari i tratti che originarono dalla sua vita. Le sottoculture e i sottogeneri in cui si anima il movimento radica questi tratti e crea le premesse del successivo slittamento di paradigma, da cui prenderà le mosse un futuro nuovo padre fondatore.<br />
Nel movimento rimangono tuttavia nascoste esattamente le caratteristiche peculiari del padre fondatore. Proprio le sue peculiari caratteristiche non riescono a farsi pubbliche.<br />
La riproducibilità è un meccanismo che ancora non si è fatto carne.<br />
Rispetto a un movimento che un padre fondatore genera, questi rimane essenzialmente estraneo a quello.</p>
<p>Quella vecchia troia di Ivonne Garbujo, che godeva nel vedere lentamente intossicate le discepole di polveri minerali, annotava: “considerare le cose sotto la specie dell’eternità è tipico del filosofo maschio, e più precisamente del maschio fanciullo. Sopportare l’esistenza di un dio o, in subordine, attendere l’avvento del redentore, non sembra tollerabile all’uomo che vive l’attesa della morte quale discrimine che debba annientare – con lui – l’universo intero. Il gioco prediletto diviene la considerazione dell’eternità come una forma di superficialità ghiacciata, che in definitiva è la vita a ginocchioni che pratica la fellatio al maschio con i suoi superflui occhi sbarrati.</p>
<p>Il panico dell’ente che è eterno, il fatto che è eterno lo deve far diventare ogni cosa, quel panico che non è dolore… quale uomo non ne sarà annientato prima.</p>
<p>Sotto la specie dell’eternità c’è quest’uomo, sotto il quale vive il desiderio dell’annientamento, che altro non è che una forma del desiderare.<br />
Desiderare la cosa come imminente, in una erezione e in una considerazione di una distruzione che si vorrebbe vedere incominciare. Nessuno tra questi tipi d’uomo vuole qualcuno o qualcosa che gli sopravviva.<br />
Se non c’è dio o se io non sono dio, tutto questo deve essere annientato, ma per favore fai più piano, più piano.”</p>
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		<title>antropofaggie</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 18:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orexis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dio creò la donna da una costola dell&#8217;uomo.
Poi l&#8217;uomo, vista la malparata, se ne tolse un&#8217;altra per conto suo, per fare senza.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dio creò la donna da una costola dell&#8217;uomo.<br />
Poi l&#8217;uomo, vista la malparata, se ne tolse un&#8217;altra per conto suo, per fare senza.</p>
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