getta un mare
| 04.01.08come si dice… ah, ho rilevato, la pompa del metano.
Il metano è quasi aria, va compresso un casino. La gente viene da me per farsi riempire la bombola della macchina, quasi d’aria.
Li aspetto soprattutto d’inverno, quando fa buio presto, che vengono che la settimana è ancora lunga, con poche ore di luce.
Quando è inverno arrivano dalla nebbia. Li vedo solo per i fari, quando svoltano a sinistra o a destra, dalla strada intendo, per venire da me. L’odore del metano non è lontano da quello della nebbia. La nebbia di febbraio, che sono mesi che sta nell’aria, prende l’odore del ferro. Dei cavi del bucato. Degli intonaci grigionebbia, qualche volta penso anche… tornando a casa, piano, che non ci vedi un cazzo, penso, che anche le case dentro, con le luci al neon, che sono gelate, quella luce lì, è un gas come il metano. E con la nebbia devo stare sempre vicino a chi viene a fare metano, sennò non li vedo, e quando sgancio la pompa a pressione, puff esce del metano che va in mezzo alla nebbia. E ogni volta, per questo puff, lo stronzo di turno sorride. Non parla, nessuno parla.
Allora io rimettendo a posto la pompa tra poco chiudo, e la caccio sta scoreggia appena rientro al caldo, e nel caldo e nel buon odore sono sereno, so finalmente che torni che quando arrivo a casa la trovo accesa.

